La domenica della solidarietà a Santa Galla

Per i senza fissa dimora romani una luce di speranza viene da Santa Galla, la parrocchia di circonvallazione Ostiense nel quartiere Garbatella. È da 25 anni che la seconda domenica del mese, con la puntualità di un orologio, circa trenta volontari si riuniscono nei locali della chiesa per preparare una cena di beneficenza da distribuire in serata a piazzale dei Partigiani. Da un minimo di 60 a un massimo di 140, in base al periodo e le esigenze: tra questi due poli si aggira il numero dei pasti che passano tra le mani dei parrocchiani coordinati da don Paolo Aiello, secondo il racconto di Antonio, volontario di Santa Galla e membro dell’associazione “Per la strada”. L’onlus, fondata nel 1996, conta circa 350 partecipanti in tutta la Capitale che operano il sabato e la domenica sera nelle due stazioni di Ostiense e Termini, luogo di passaggio per romani e turisti ma residenza stabile per molti senzatetto.

“Noi associati a Santa Galla siamo ventisei, ma la preparazione dei pasti e la distribuzione è aperta a tutti quelli che desiderano partecipare, anche occasionalmente” ha proseguito il parrocchiano. “Ci danno una mano molti giovani, e noi cerchiamo sempre di coinvolgere i bambini del catechismo per la preparazione dei pasti, all’inizio come fosse un gioco, poi spiegando loro il senso del nostro lavoro”. Generazioni di volontari, ormai, sono cresciute con un impegno fisso in agenda. Ogni seconda domenica del mese, ma soprattutto nell’anno del Giubileo della Speranza, si ripete come un rito l’incontro di chi desidera imprimere un cambiamento nella vita degli altri, i più bisognosi e meno ascoltati. Molte le iniziative capitoline per mettere a fuoco l’entità dell’emergenza. Lo scorso 20 aprile è stata organizzata dall’assessorato alle Politiche Sociali la cosiddetta Notte della Solidarietà, un censimento degli homeless romani stilato da volontari. Ma i dati si rivelano poco attendibili, una fotografia parziale della complessa situazione in cui versa la Capitale: i senzatetto risulterebbero poco più di 2.200, a fronte dei circa 22 mila contati da un’indagine Istat del 2021. Sfiorando così il paradosso che, anche nelle statistiche a loro dedicate, i meno fortunati passano spesso inosservati.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Marzo 2025/numero 67, pag. 6]

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