Gli automobilisti abbattono dieci lecci lungo la via Ostiense

In via Ostiense gli alberi parlano. E lo fanno per protesta. Lasciami vivere, Sta’ attento quando parcheggi, Se cresco ti darò molto di più della tua aria condizionata sono alcuni dei cartelli scritti “a nome degli alberi” dai residenti della zona. I tronchi storti e le radici divelte lasciano intuire cosa sia accaduto: gli automobilisti, facendo retromarcia per parcheggiare lungo la corsia preferenziale, hanno ripetutamente urtato i quattro piccoli lecci da poco piantati all’altezza della facoltà di giurisprudenza di Roma Tre, compromettendone la stabilità. Le fiancate delle macchine li sfiorano. Alcuni esili tronchi sono sostenuti alla buona da pali o barriere in plastica, quelle che si usano per incanalare il traffico stradale.

lecci in via ostiense

I dieci lecci di via Ostiense

Il crollo degli alberi non è una novità nella Capitale. Caso emblematico, i 614 crolli avvenuti tra marzo 2023 e marzo 2024, per cui la Procura di Roma ha avviato un’indagine. O gli episodi più recenti e drammatici avvenuti a Cinecittà e Colli Aniene, dove una donna di quarantacinque anni ha perso la vita per la caduta di un pioppo. Ma a suscitare l’indignazione dei residenti di via Ostiense è il fatto che, questa volta, a cadere sono alberi appena piantati, e la causa evidente del crollo non è la siccità, il vento o la pioggia, ma la disattenzione degli automobilisti.

lecci in via ostiense

I quattro lecci in questione appartengono al gruppo di dieci alberi piantati dal Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma questo inverno, all’interno di un programma più ampio di “riqualificazione arborea” del quadrante Ostiense-San Paolo: 65 nuovi ligustri in via Antonino Pio, 81 ligustri in via del Commercio e 10 lecci in via Ostiense, all’altezza dell’estremità settentrionale del parco Schuster, in sostituzione degli alberi precedentemente abbattuti. “Le nuove alberature appartengono a specie diverse da quelle attualmente presenti” – aveva dichiarato l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi il 15 novembre, al momento dell’avvio dei lavori – “e sono state scelte per la maggiore resistenza agli attacchi parassitari”. Ma agli attacchi dei paraurti e delle fiancate nessuno aveva pensato.

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