Dopo l’argento ai Giochi Europei ancora un podio per l’atleta della Garbatella

Ennesimo successo per Clio Ferracuti, la karateka originaria della Garbatella, atleta della Nazionale Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). Alla ventiseiesima edizione dei Campionati Mondiali di karate – ospitati nella capitale ungherese dal 24 al 29 ottobre – la campionessa romana ha partecipato, sia in squadra che individualmente, conquistando una medaglia di bronzo a seguito della vittoria sulla kazaka Sofya Berultseva. La Ferracuti era già salita sul terzo gradino del podio in occasione dei Campionati Europei, che si sono svolti nel mese di marzo a Guadalajara in Spagna, e aveva vinto una medaglia d’argento ai Giochi Europei di fine giugno in Polonia.
Successi straordinari, insomma, a fronte dei quali viene da chiedersi quando e come è nata questa passione. “Avevo quattro anni quando ho iniziato- ha spiegato l’atleta – ovviamente a quei tempi facevo ancora degli esercizi preparatori, era troppo presto per accostarsi alla disciplina vera e propria.” Si allenava con suo padre, che lavorava al Fitness Center di via Benzoni 49, “una storica palestra della Garbatella particolarmente sensibile al reclutamento di giovani talenti – ci ha raccontato la campionessa – tant’è vero che di recente ha anche introdotto promozioni rivolte ai bambini al fine di favorirne la partecipazione.”
Con la Garbatella Clio ha sempre mantenuto un legame molto forte. Del quartiere di origine conserva un ottimo ricordo, legato ai primi passi mossi sul tatami. “Sono originaria del lotto 12, quello del Palladium, e i miei genitori insegnano tuttora karate in via Benzoni” ci ha raccontato. “Ho frequentato le scuole elementari alla Cesare Battisti e le medie alla Baronio. Fin da allora mi dedicavo completamente allo sport, ero sempre presa dal karate. Ricordo comunque attorno a me un quartiere molto accogliente. – ha proseguito – Per esempio frequentavo piazza Damiano Sauli e da piccola mi piaceva andare a vedere le riprese dei Cesaroni.”
Ma l’infanzia della Ferracuti è scandita da un impegno che si fa via via più intenso. Gli allenamenti si susseguono dai quattro ai dodici anni, quando l’atleta in erba inizia a brillare nella pratica del combattimento (kumite), destinata a diventare la sua specializzazione. “A questo punto sono entrata nelle Fiamme Oro – continua a raccontare- il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Visto che ero ancora molto giovane, facevo parte della sezione giovanile, un gruppo preparatorio che serve a rifornire di nuove leve la squadra ufficiale.”
Già in questa fase iniziale, però, i grandi traguardi non mancano. Dopo aver conseguito due vittorie ai Campionati Europei under 21 nel 2015 a Zurigo e nel 2017 a Sofia, la giovanissima karateka riceve la proposta di entrare a far parte della Polizia di Stato, per continuare ad allenarsi nella squadra ufficiale delle Fiamme Oro. Da qui la sua carriera subisce la svolta decisiva che la porterà sempre più in alto fino a toccare, quest’anno, le vette delle competizioni europee e mondiali.

Come ha affrontato le ultime competizioni?
Io sono una grande sostenitrice dell’importanza della salute mentale. Ogni atleta ha bisogno di un accompagnamento costante, un sostegno psicologico per affrontare sanamente le proprie insicurezze, soprattutto quando si è molto giovani. Col tempo ho imparato a far scaturire del bene dalla paura, perciò riesco ad affrontare tutte le competizioni, anche quelle importanti, positivamente.
Quali emozioni hanno accompagnato le vittorie?
Emozioni stupende. Cavalcare “tatami” internazionali per me è stata fonte di grande orgoglio, anche perché con la mia presenza ho rappresentato prima di tutto la Garbatella, poi la Polizia di Stato e le Fiamme Oro, non ultima la Nazionale. Ho provato una grande gioia.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Il mio lavoro è essere un’atleta, totalmente. Finita una competizione, se ne prepara un’altra. A maggio ci sono i prossimi europei.
Come si sta preparando?
Con un allenamento continuo. In previsione degli Europei si svolgeranno delle gare preparatorie, sempre appartenenti a circuiti internazionali. La prossima è l’Open di Parigi che si terrà a fine gennaio. Per ora l’obiettivo è quello, poi si riprogrammerà tutto.








