“L’unico bene suo sogno adorato
era pe’ Roma sua dov’era nato
quanno a la sera s’addormiva er monno
Roma lo cunnulava in braccio ar sonno ”.
Cantava così Alvaro Amici in Passione Romana, una delle più celebri canzoni dedicate alla città eterna dell’artista originario della Garbatella. Il cantautore, scomparso diciannove anni fa, ha ricevuto oggi l’omaggio del suo quartiere, con l’inaugurazione di Largo Alvaro Amici nel parco Caduti del Mare, a pochi metri dai vicoli e dai lotti narrati nei suoi stornelli.
La cerimonia, molto partecipata dagli abitanti, ha visto la presenza anche di alcuni familiari dell’artista, tra cui il nipote Cristiano Amici, il consigliere comunale Mariano Angelucci e del presidente dell’ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri che ha commentato così l’avvenimento: «Una dedica speciale per un figlio della Garbatella. Nasce Largo Alvaro Amici dove l’artista romano ha vissuto e cantato l’anima popolare di questa città. Assieme a Roma Capitale realizziamo una promessa mantenuta, fatta alla famiglia, agli amici e a tutto il quartiere».
Chi era Alvaro Amici?
Nasce il 21 febbraio 1936, sesto di sette fratelli, il padre era elettricista, la madre casalinga. Cresciuto nel lotto 31 della Garbatella, alle spalle della fontana di Carlotta.
È stato genuino esponente della canzone popolare romana, nel 1961 pubblica con la casa discografica napoletana, la Vis Radio, il suo primo 45 giri dal titolo Stornelli romani. Seguono gli Stornelli maliziosi su testi dell’ex pugile Alvaro Nuvoloni, con i quali raggiunge il successo.
Nel 1972 appare nel film Roma di Federico Fellini, a cui fanno seguito alcune comparsate in pellicole poco rilevanti in cui interpreta sempre il ruolo di musico o cantante. La prova attoriale più famosa è quella del 1982 nelle vesti del Sor Capanna nel film di Sergio Corbucci, Il Conte Tacchia con Enrico Montesano.
La sua ultima incisione risale al 2000 dal titolo Pupetta mia, quattordici tracce tra serenate e canzoni di Lanfranco Giansanti.
Muore a Roma il 25 febbraio 2003, dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita a Rocca Priora.

Le altre dediche nel quartiere
Figlio e orgoglio della Garbatella nel 2007, lungo la scalinata di via Angelo Orsucci, è stata affissa una targa in memoria del menestrello romano.
Nel 2021 su volontà del figlio Serghei, è stata realizzata dai Pittori Anonimi del Trullo, un’opera muraria che lo raffigura nell’atto di cantare, in uno dei lotti di piazza Ricoldo da Montecroce.
Nel 2008 in via Giacinto Pullino è stata apposta una targa in ricordo dei quella che resta la vera “Voce verace de’ Roma”.








