Una maestra, un’amica, una compagna: ciao Stefania Santuccio

Se n’è andata una delle persone più generose di questa città. Stefania Santuccio, 69 anni, si è spenta il 31 dicembre dopo una lunga e dolorosa malattia affrontata con grande sacrificio. Originaria di via delle Sette Chiese, nei pressi di piazza dei Navigatori, Stefania ha vissuto qui fin dall’infanzia, costruendo nel tempo un legame profondo con il territorio e con le persone che lo abitano.
L’avevo incontrata per la prima volta più di dieci anni fa, quando mi trasferii in una nuova casa. Nell’androne incrociai una donna dai capelli rossi e mossi, grandi occhiali e l’odore di una sigaretta appena spenta: un volto familiare, già visto a manifestazioni ed eventi pubblici, anche se non ci conoscevamo ancora. Pochi giorni dopo la rincontrai alla manifestazione per le Fosse Ardeatine. Usciva dal palazzo in cui abitava, lei al primo piano, io al quarto, e ci salutammo. Mi presentai e, da quel momento, nacque un’amicizia fatta di un’intesa immediata, che ha accompagnato le nostre vite.
Donna indipendente, Stefania era una grande appassionata di fotografia e di Salinas che amava profondamente e dove tornava spesso, riportando poi barattoli di capperi e racconti. Ma è soprattutto come maestra che in tanti la ricordano. Ha insegnato con passione e dedizione nelle scuole della Garbatella, di San Paolo e di Tor Marancia e nella Scuola popolare Piero Bruno, lasciando un segno profondo in generazioni di studenti e studentesse. Proprio per questo, negli anni, fu naturale coinvolgerla anche nelle attività della Scuola popolare Sciangai.
La quotidianità era fatta di buon vicinato, pasti condivisi, telefonate per un computer che non funzionava, uno smartphone o una televisione da sistemare. Occasioni semplici che diventavano momenti di confronto: si parlava di politica, di letteratura, della storia del quartiere, che Stefania conosceva e raccontava con passione. Un frammento di questo patrimonio di memoria è custodito anche in un’intervista realizzata nel 2022 all’interno di un podcast di AISO, che vale la pena ascoltare.

La scuola e l’impegno civile di Stefania Santuccio

Il suo impegno sociale e politico è stato costante e concreto. Attiva nel sostegno ai migranti, nei sindacati di base e nelle scuole popolari, Stefania ha sempre messo al centro le persone, spesso anche a discapito del proprio benessere. Da sempre legata agli ambienti della sinistra radicale, con cui si era candidata più volte, è stata un punto di riferimento leale e sincero, sempre dalla parte degli ultimi.
Negli ultimi anni la sua vita è stata segnata dalla morte della sorella Nuccia, un dolore profondo che ha accompagnato l’aggravarsi della malattia neuronale. Nei suoi occhi si leggevano insieme la paura, il bisogno di compagnia e la determinazione a non rinunciare alle lotte che avevano dato senso alla sua esistenza. I nostri incontri si erano fatti meno frequenti, anche a causa della necessità di un’assistenza continua, ma resta la gratitudine per il tempo condiviso e per i sorrisi che, nonostante tutto, riusciva ancora a regalare.
In queste ore sono tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo della scuola, dall’associazionismo, dalle compagne e dai compagni di tante battaglie: testimonianze di un affetto diffuso e di una stima profonda per una donna che ha saputo trasformare i propri valori in azioni quotidiane.
I funerali si svolgeranno mercoledì 7 gennaio alle ore 11.00 presso il Tempietto Egizio del Verano.
La redazione di Cara Garbatella, si stringe nel ricordo di Stefania Santuccio, esempio di impegno, coerenza e umanità.

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