Quel murales dedicato a Italo Foschi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Cara Redazione,
Garbatella è profondamente popolare e romanista e un murale dedicato all’ASRoma non è un murale: è solo un dettaglio sullo sfondo. Ma Garbatella è altrettanto profondamente popolare e antifascista. 
E qui, come in nessun altro luogo della città, le due anime popolari viaggiano a braccetto in modo imprescindibile. 
Quella faccia lì, a piazza Augusto Albini, nel cuore del quartiere, ci sta molto male. Né vale il solito pretesto della “storia”, con il quale si stanno riesumando e spolverando, guarda il caso, tante figure impresentabili del ventennio. 
Italo Foschi, l’individuo raffigurato, fu tra i più feroci picchiatori fascisti, protetto del non meno esecrabile Farinacci; irriducibile della prima ora al punto da essere allontanato dal PNF, almeno momentaneamente, già nel 1926, quando l’ormai consolidata posizione di Mussolini indusse a riporre negli sgabuzzini manganelli e olio di ricino e a normalizzare il clima politico e sociale. 
Il ruolo di Foschi nella fondazione dell’ASRoma non fu più di quello di qualsiasi burocrate, al pari di tanti altri in Italia, in ossequio a un piano nazionale di ristrutturazione del calcio. Obbligata la scelta del nome, non poté invece adottare i colori della “sua” Fortitudo: motivi strettamente pratici, tra cui un “prestito” di maglie per le prime gare, nonché la fortunata coincidenza cromatica col gonfalone cittadino, spostarono la scelta verso quelli del Roman, vero finanziatore del nuovo sodalizio. Dalla Fortitudo Foschi mutuò invece la Lupa capitolina, che era anche il simbolo del settimanale Roma Fascista, da lui diretto e sempre da lui fondato un mese dopo l’assassinio di Matteotti per sostenere il regime in quella fase di grande difficoltà. 
Italo Foschi sparì presto dalla scena, solo un anno dopo la fondazione dell’ASRoma, lasciando lo scranno di Presidente a colui che, con il suo provvidenziale intervento finanziario, aveva permesso la nascita del nuovo club: Renato Sacerdoti. 
L’autore del murale si dichiara “non schierato politicamente” e, vista la sua giovane età, c’è da credere alla sua buonafede, così come a una conoscenza un po’ superficiale della storia di Italo Foschi. Figura che, come detto, negli ultimi anni, man mano che ci si allontana dalle vicende storiche, ha beneficiato di uno sdoganamento che però dovrebbe avere dei limiti insuperabili: e Italo Foschi è di certo al di là di quel confine. 
Speriamo che domattina Garbatella si svegli Garbatella e, in maniera civile ma decisa, ci si chieda se il quartiere meriti questo affronto.

Roberto Petti

Roberto Petti è uno storico del calcio, non soltanto di quello capitolino. Ha all’attivo numerose collaborazioni con testi enciclopedici.
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