In una sala gremita, presso la sede della casa editrice Red Star Press a Tor Marancia, è stato presentato Combattere per poter combattere, il nuovo libro di Iacopo Ricci e Marta Sicigliano, pubblicato nella collana Hellnation Libri dedicata allo sport popolare. L’evento ha visto la partecipazione attenta e calorosa di un numeroso pubblico, testimoniando l’interesse crescente verso un tema finora poco esplorato ma di grande rilevanza sociale e storica: la boxe femminile.
Una storia di sport e di emancipazione
Il titolo del libro, Combattere per poter combattere, è già di per sé un manifesto: racconta in quattro parole secoli di esclusione, resistenza, coraggio. Ricci e Sicigliano tracciano un percorso che parte dal Settecento, attraversa epoche e paesi, e arriva fino ai giorni nostri, dove le donne hanno finalmente conquistato una visibilità mondiale, senza però aver vinto tutte le battaglie.
Da Nell Saunders, vincitrice del primo incontro ufficiale di boxe femminile nel 1876, a Katie Taylor, che nel 2022 ha disputato contro Amanda Serrano un match definito “evento dell’anno” dalla rivista The Ring, il libro ripercorre una lunga e tortuosa epopea di sudore e determinazione, nella quale le atlete hanno spesso dovuto affrontare combattimenti ben più duri di quelli sul ring: quelli nei tribunali, nei media, e nella mentalità comune.
Storie e illustrazioni
Il volume si distingue per la ricchezza delle fonti storiche: di particolare rilievo le sezioni dedicate alle pionieristiche pugili dell’età georgiana, come Elizabeth Wilkinson, protagonista nel 1722 di un match contro Hannah Hyfield nella Londra dei combattimenti a mani nude, e all’affascinante e drammatico mondo del pugilato femminile underground.
A rendere ancora più viva la narrazione sono i fumetti originali firmati da Marta Sicigliano, artista romana e kickboxer in una palestra popolare. Le sue tavole grafiche scandiscono il libro, restituendo i volti e i corpi di donne che hanno lottato, letteralmente, per conquistarsi il diritto di salire su un ring.

Voci dal ring e fuori dal ring
Durante la presentazione, Iacopo Ricci ha condiviso una riflessione: “Le donne non hanno praticamente alcun buon motivo per fare uno sport di combattimento. Eppure lo fanno. Lo fanno perché, nel farlo, dimostrano qualcosa che va oltre la forza fisica, dimostrano che nulla è loro precluso. E questo, per me, è sempre stato un motivo di attrazione profonda nell’allenarle”.
Ricci, tecnico di pugilato nella Palestra Popolare di Acrobax e autore di altri due libri sulla boxe, ha raccontato come l’idea del libro sia nata anche dall’esperienza personale di allenatore. Un’esperienza che ha messo in luce le disuguaglianze di genere ancora oggi presenti nel mondo del pugilato: dallo stigma sociale che accompagna un occhio nero su una donna, fino alla difficoltà di essere accettate con un corpo muscoloso, vissuto troppo spesso come una trasgressione delle aspettative femminili.
Una storia che doveva essere raccontata
Combattere per poter combattere non è solo un libro di storia della boxe femminile: è un documento culturale e sociale, un’opera che porta alla luce una “memoria rimossa”, fatta di esclusioni ma anche di conquiste. In un momento storico in cui le atlete si battono ancora per la parità salariale, il rispetto mediatico, la libertà di esprimere il proprio corpo e la propria forza, il libro di Ricci e Sicigliano arriva con la forza di un diretto al volto, ma anche con la precisione di un jab ben assestato.










