Il Jazz insegna a volare. Intervista al sassofonista Pasquale Innarella

Originario di Lacedonia (Av), Pasquale Innarella sassofonista jazz, docente e compositore, muove i primi passi da musicista a 12 anni suonando il sassofono nella banda del paese. Consegue il diploma in corno a Salerno, si trasferisce a Roma e, dopo essersi iscritto alla scuola popolare di Testaccio, inizia a suonare nei fumosi Jazz club romani. Alla fine degli anni Ottanta sono innumerevoli le collaborazioni in importanti festival nazionali e internazionali come l’Europa Jazz Festival, il Siena Jazz, il Jazz Festival di Roma e altre manifestazioni in Germania, Francia, Olanda, Regno Unito.
Ha partecipato al Festival della letteratura di Massenzio collaborando con Massimo Gramellini e l’attore Ascanio Celestini, con cui ha continuato a lavorare condividendo il palco dell’Auditorium di Roma.
Pasquale Innarella nel 2017 assume la direzione artistica del Garbatella Jazz Festival. La sua carriera si distingue non solo per le performance, ma anche per il suo impegno nel formare giovani musicisti e nel promuovere la cultura musicale.
 

Ci puoi raccontare come hai iniziato a suonare il sax  e cosa ti ha spinto a suonare questo strumento?

Ho iniziato alternandomi tra il rullante e il sax tenore, che è sempre stato il mio strumento, anche se fin dagli inizi è stato difficile difendere questo mio desiderio; il maestro della banda, infatti, mi chiedeva spesso di suonare il rullante perché ero ritmicamente molto affidabile. Nel 1975 andai al conservatorio di Avellino dove non era possibile studiare il sax, semplicemente perché non esisteva una cattedra di questo strumento. Ma io testardo arrivo a Roma nel 1984 e la prima cosa che faccio inizio a studiare il sax prima al Saint Louis e per alcuni anni a seguire alla scuola di musica di Testaccio. Le grandi esperienze musicali si sviluppano soprattutto nelle cantine romane dove il jazz viveva e pulsava all’unisono con il mio cuore di grande appassionato. Tutte le sere frequentavo il Music Inn, il Grigio Notte, il Saint Louis e altri jazz club della Capitale dove ho incontrato grandi musicisti come: Dexter Gordon, George Adams, Steve Lacy, Don Cherry e tantissimi altri. Successivamente avvenne l’incontro con Mario Schiano e Giancarlo Schiaffini con il festival Controindicazioni, dove incontrai e iniziai ad incrociare il mio sax tenore con alcuni dei maggiori musicisti della Libera Improvvisazione Europea.

Quali sono i tuoi progetti per il 2025?

Per il 2025, con l’insostituibile e fondamentale sostegno della Coop Nuove Risposte, porterò avanti il progetto “RusticaXBand” che quest’anno compie 25 anni ininterrotti di attività musicale con i ragazzi della periferia Sud Est di Roma, che mi hanno dato tante soddisfazioni. Infatti come riconoscimento mi è stato assegnato l’Europe Jazz Award nel 2019 da trecento organizzatori di concerti e critici jazz europei.  “Pasquale Innarella New Quartet” e il disco Abduction con cui avevamo aperto il Garbatella Jazz Festival due anni fa, quest’anno vive la sua piena maturità artistica e parteciperà a diversi festival nazionali e internazionali. Inoltre continuerò a fare il divulgatore tra i ragazzi con i miei laboratori e whorkshop di jazz, nei festival, nelle rassegne di concerti, nelle scuole di musica e nei conservatori, dove è richiesta la mia lunga esperienza sia in Italia che in Europa. Un’altra delle attività, a cui tengo molto e che svolgo sempre con piacere è la direzione artistica del Garbatella Jazz Festival di cui compongo il puzzle del cartellone dei concerti del 2025.

Quali le novità della prossima edizione del Garbatella Jazz Festival? Sono confermate le date del 19, 20, 21 giugno?

Si, le date del festival saranno il 19, 20 e 21 giugno con sei concerti in cartellone, che pur essendo jazz avranno diversi linguaggi espressivi tra loro. Il 19 giugno per l’apertura avremo sul palco il Trio di Giulia Salsone, chitarrista di musica brasiliana. Seguirà la sassofonista-cantante Carmen Falato, che contamina jazz e musica latinoamericana.
Il 20, tra jazz e ritmi africani, sarà la volta del Quartetto del sassofonista siciliano Gabriele Buonasorte, mentre il secondo concerto della serata sarà affidato al gruppo di Mauro Verrone, storico musicista romano.
Nella serata conclusiva del 21 giugno aprirà il Quintetto di Scantina Jazz, capeggiato dal batterista Roberto Scarabotti e dal trombettista e cantante Mino Curianò. Concluderà il quartetto di Ettore Fioravanti, batterista di lungo corso e collaboratore dei maggiori musicisti nazionali e internazionali, che presenterà il suo ultimo lavoro discografico.

Anche quest’anno sarà riproposto il premio ad un giovane contrabbassista dedicato a Pino Sallusti?

Si, riproponiamo il riconoscimento ad una giovane promessa del basso, al fine di accrescerne l’autostima e lo stimolo ad approfondire lo strumento che Pino Sallusti suonava con passione.

Quale messaggio vorresti mandare ai giovani musicisti jazz ?

Suggerisco loro di tenere sempre accesa la fiaccola forte della passione, studiare molto con piacere, ma anche suonare il più possibile insieme agli altri e non rinchiudersi nelle camerette con il computer. E’ importante condividere l’amore per il jazz, suonare tutte le libertà musicali che vengono in mente, senza mai pensare se può o meno piacere. Si deve emozionare innanzitutto se stessi, solo così è possibile raggiungere chi ci ascolta.  Non va lasciato mai indietro chi è più fragile o meno tecnico: il jazz è musica viva che si condivide in cammino senza una meta. Se chi vi ascolta non riesce a camminare con noi, bisogna dargli tempo e prestargli tutte le attenzioni possibili. Domani, con il suo strumento o meno, il jazz potrebbe avergli insegnato a volare.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Marzo 2025/numero 67, pag. 8]

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