Nella notte del 30 luglio, a piazza Sauli, nel cuore di Garbatella, è apparso un nuovo poster dell’artista Laika, intitolato Awdah. L’opera è un omaggio ad Awdah Hathaleen, attivista palestinese non violento, insegnante, leader di una comunità pacifista nei territori occupati da coloni israeliani.
Aveva 31 anni, tre figli, centinaia di studenti. È stato ucciso da un colono israeliano nel villaggio di Masafer Yatta, dove viveva e dove guidava la resistenza non armata contro l’espropriazione delle terre palestinesi. Era noto anche per aver collaborato al documentario No Other Land, premiato con l’Oscar.
Nel disegno, il suo volto sorride con un cappello all’indietro; un piccolo cuore rosso compare in basso a destra. “Ho voluto rendergli omaggio a modo mio: con carta, colla e un muro”, ha detto Laika. “Era una persona straordinaria che ha difeso la propria terra pagando con la vita.”
Awdah era venuto spesso a Roma, soprattutto alla Garbatella, dove aveva stretto legami forti con il tessuto sociale del quartiere. L’ultima visita risale all’estate scorsa. Era un volto amico della comunità, una presenza discreta ma costante nei percorsi di solidarietà tra Roma e la Palestina.

Una commemorazione vietata, una memoria collettiva che resiste
La sua morte non è stata solo una tragedia: è stata seguita dal divieto, imposto dalle autorità israeliane, di organizzare una commemorazione pubblica nel suo villaggio. “Ad Umm Al Khair ci è stato negato persino il diritto di piangerlo”, ha raccontato un’attivista, presente all’affissione.
“È così che agisce l’occupazione: toglie la dignità anche ai morti, deumanizza il lutto, il dolore, l’amore.”
La comunità della Garbatella ha scelto quindi di ricordarlo a Roma, dove la sua memoria è viva e condivisa, dove aveva costruito legami umani e politici. “La solidarietà non ha confini, scrivono i suoi compagni. La sua memoria si fa resistenza, anche da lontano.”
Laika conclude con una denuncia diretta: “Come può uno Stato che uccide oltre 60.000 persone, tra cui 18.000 bambini, affama due milioni di esseri umani, e lascia impuniti crimini come quello di Awdah, essere ancora definito ‘l’unica democrazia del Medio Oriente’? Ogni esistenza strappata via dall’ingiustizia deve restare viva nella nostra memoria collettiva. Come Awdah sapeva fare: con dignità, e immaginando un mondo più giusto.”

Stop ai rapporti con aziende israeliane: la proposte proposte in Campidoglio e Regione
L’azione arriva mentre in Assemblea Capitolina, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una mozione per chiedere la cessazione dei rapporti del Comune di Roma con aziende israeliane come la farmaceutica Teva e Mekorot, l’azienda idrica con cui Acea collabora dal 2013.
Va ricordato che una mozione simile era stata già proposta lo scorso anno nel Municipio Roma VIII da Sinistra Civica Ecologista.
In Regione Lazio, intanto, l’opposizione presenta un emendamento all’assestamento di bilancio che propone di destinare 1 milione di euro in aiuti umanitari a Gaza e alla Cisgiordania.
