La Capitale si prepara ad accogliere il 2026 con le specialità della casa: arte, storia, spettacolo. Il primo gennaio nei luoghi più rappresentativi della Roma antica e moderna – dai musei Capitolini a piazza Navona al Teatro dell’Opera passando per le biblioteche comunali e le sale cinematografiche – si articolerà un’ampia rassegna di iniziative gratuite tra lezioni pubbliche, visite guidate, mostre, spettacoli e molto altro. Nel Municipio VIII sono tre i luoghi deputati a vestirsi a festa per accogliere il nuovo anno. In zona Garbatella-San Paolo la biblioteca comunale Joyce Lussu di via Costantino 49, e nel quartiere Ostiense la stazione di Porta San Paolo e la Centrale Montemartini, con il suo sconcertante accostamento di arte antica e archeologia industriale.
Concerti, spettacoli, mostre
La rassegna inizierà a suon di musica elettronica, con uno spettacolo curato dal festival Spring Attitude. Il concerto si svolgerà nella stazione Roma-Lido di Ostiense dalle 16:00 alle 20:00. A chi ama la musica da segnalare anche l’esibizione in programma alle ore 17:00 nella sala caldaie della Centrale Montemartini, in via Ostiense 106. Protagonista sarà il quintetto Baermann dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia. A seguire, ore 18:00, un monologo della giornalista d’inchiesta Annalisa Camilli sul tema del dolore e dell’empatia, con particolare attenzione alle responsabilità dei professionisti dell’informazione. Nel frattempo sarà visitabile nelle sale dell’ex centrale termoelettrica la mostra Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione, dalle ore 11:00 alle 20:00.
La straordinaria testimonianza di Maria Barosso
L’artista torinese (1879-1960), prima donna funzionaria presso la Direzione generale Antichità e Belle Arti, riuscì a immortalare con i suoi acquerelli la storia urbanistica della Roma di inizio Novecento. Una storia fatta di sbancamenti, demolizioni, ricostruzioni, spesso in ossequio alla propaganda fascista, che lasciò dietro di sé una città irriconoscibile, ingessata nell’architettura razionalista da nuova capitale dell’impero. La mostra intende riportare alla luce una Roma scomparsa, ma anche un’artista dimenticata. Stretta collaboratrice di Giacomo Boni, allora responsabile degli scavi del Foro, Maria Barosso documenta sì la vecchia città condannata a sparire, ma anche un passato antico destinato a riemergere e vivere per sempre. Questo è il caso dei templi repubblicani e della Curia di Pompeo a Largo Argentina, o del santuario del Compitum Acilium, rinvenuto nel 1932 durante lo sterramento della Velia. Distrutto nel corso dei lavori, il tempietto rimane immortalato nei disegni dell’artista-archeologa torinese.

Capodarte alla biblioteca Lussu
Oltre al concerto alla centrale Montemartini, l’Accademia nazionale di Santa Cecilia curerà anche un laboratorio di canto alla biblioteca Joyce Lussu, via Costantino 49. Il laboratorio avrà inizio alle ore 18:30 con ingresso libero fino a esaurimento posti. Poco prima, alle 16:00, lo spazio sarà tutto dedicato all’infanzia, con lo spettacolo per bambini La principessa Cincillà e la torta di compleanno. Il tema di Alessandro Portelli, che ha pubblicato la fiaba nel 2022 per Donzelli, è stato riadattato da Sabrina de Tommasi e messo in scena con la regia di Elisabetta Gustini, in collaborazione con Chiara Lombardo e la Fondazione Teatro di Roma. L’ingresso è gratuito previa prenotazione (e-mail joycelussu@bibliotechediroma.it; tel. 06 45460351).