Piazza da Verrazzano: protesta dei cittadini per i ritardi del Comune di Roma sui buoni spesa

Sulla scia delle proteste di Cosenza, di San Basilio, del Quarticciolo e altre zone di Roma, si è svolta venerdì mattina a piazza Giovanni da Verrazzano, alla Garbatella, un’azione dimostrativa messa in atto dalle realtà sociali che operano nell’VIII Municipio. Attivisti dei centri sociali, abitanti delle occupazioni, membri di associazioni di quartiere, gruppi scout e semplici cittadini che operano nel volontariato, hanno lasciato davanti la sede istituzionale Casa della Città delle cassette ortofrutticole vuote, per rappresentare le persone che non riescono più a fare la spesa, ma anche a testimoniare l’insufficienza di aiuti promessi dal Comune di Roma a migliaia di persone in questo grave momento storico. 

Hanno sottoscritto e inviato una lettera alla Sindaca Raggi, in cui chiedono che vengano elargiti, rinnovati e resi maggiormente accessibili i buoni spesa, che partano al più presto concreti interventi per porre fine all’emergenza abitativa di migliaia di persone, che venga messo in piedi un sussidio vero, duraturo e non una tantum e che vengano riaperte in sicurezza tutte le strutture di sostegno alle famiglie, alle persone con disabilità, alle donne vittime di violenza, agli anziani, ai bambini e ai giovani.          

(foto: Photopress)

Il Comune non è stato totalmente immobile” risponde, Enrico Lupardini, capogruppo M5S in VIII Municipio, interpellato sull’argomento: “La Sindaca ha consegnato in tutta Roma numerosi pacchi destinati alle persone in situazione di fragilità economica, 200 pacchi solo nell’VIII Municipio ed è prevista una seconda tranche. Sui buoni spesa è vero ci sono stati dei ritardi per le consegne e purtroppo ancora qualcuno non lo ha ricevuto, ma essendo una filiera grande, anche un piccolo inceppamento può rallentare tutto il processo”. Conclude Lupardini “condivido pienamente l’azione di ieri davanti la Casa della Città, è apprezzabile quello che fanno i volontari in questo momento ed è anche uno stimolo per il Comune a fare di più e meglio”.

 “Siamo tra i firmatari della lettera inviata alla Sindaca Raggi” spiega Cristiana Giottoli, presidentessa de La Voce di Rita odV: “La nostra associazione di volontariato, opera da anni nel quartiere Ardeatino, Tor Marancia, attraverso lo Sportello Bisogni; prima della pandemia aiutavamo circa cinque nuclei familiari, oggi invece ci ritroviamo a consegnare più di quaranta pacchi contenenti beni di prima necessità e prodotti d’igiene personale”. Conclude dicendo: “La nostra associazione vive di donazioni, ma oggi facciamo fatica ad evadere le crescenti richieste che ci giungono quotidianamente dalle persone in difficoltà economiche, il Comune deve supportare le nostre azioni e prendersi le proprie responsabilità”.

Tra i firmatari della lettera ci sono anche le occupazioni abitative. Eleonora, un’attivista, ci racconta: “In questo periodo di chiusura totale, è emerso ancora di più il problema dell’emergenza abitativa, sia per chi vive in strada sia per chi occupa. Ci auguravamo una sospensione dell’articolo 5, (la legge che impedisce a chi occupa un immobile di chiedere la residenza e l’allacciamento a pubblici servizi), anche perché senza residenza non si possono richiedere i buoni spesa. Per uscire dalla crisi basterebbe applicare una norma che preveda una sottrazione minima delle ricchezze dei grandi patrimonialisti italiani e redistribuirla attraverso un reddito per tutte e tutti”. 

Quanto potrà andare avanti questa situazione di crisi non c’è dato saperlo, ma la certezza è che la solidarietà e il volontariato non possono far fronte a tutti problemi e sostituirsi alle istituzioni. Come richiesto dai firmatari della lettera, l’introduzione di un reddito di base potrebbe restituire dignità a chi questa pandemia e la conseguente crisi economica ha lasciato indietro.

Giuliano Marotta

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