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Centro Sociale Anziani "Ostiense Ex Mercati Generali". Via Francesco Negri, 6 - Roma

 

APPUNTAMENTO AL CINEMA

 

L’ULTIMA LEZIONE: Un mistero italiano che deve restare segreto!?

Giallo biografico del 2001 sulla scomparsa di un  professore di Economia Politica:

Il 15 Aprile 1987, il professore a riposo Federico Caffè, scompare all'alba dalla sua casa romana di Monte Mario senza lasciare tracce

.

Ma, chi era Federico Caffè?

 

PRESENTA L’EVENTO
MARIO POLIMANTI
INTRODUCE AL FILM IL REGISTA
FABIO ROSI

Appuntamento alle ore 16,45
di lunedì 04 - 12 - 2017
c. anziani “Ostiense ex mercati generali”
via Francesco Negri 6-Roma

Inizio evento ore 17,00 precise

A fine proiezione sarà possibile commentare il film dialogando con il regista

Ingresso libero

L'ultima lezione, diretto da Fabio Rosi  vincitore del Globo d'oro alla miglior opera prima, è un film originale per come mette in scena una 'detection etica' interessando lo spettatore non al mistero, ma ad un discorso di valori.

Ti porto l'orto con l ape che gira

Il Progetto “Ti P’orto l’orto con l’A.P.E. che gira” nasce dall’esigenza di portare a compimento il ciclo produttivo della Cooperativa Sociale G. Garibaldi, attivando un punto vendita ambulante. Nello specifico, i giovani adulti con autismo severo della Cooperativa incontreranno al “mercato” la città p’ortando i frutti del proprio orto con un banco ambulante degli ortaggi, che diventa un moltiplicatore di opportunità di incontro e quindi potenziale strumento abilitativo.

Per votare basta semplicemente andare sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it/ iscriversi nel portale, inserendo la propria mail e poi scegliere il progetto TI PORTO L'ORTO CON L'A.P.E. CHE GIRA.

Grazie

 

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.

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