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Eventi

Pasquale Innarella Quartet
“Uomini di Terra”

Pasquale Innarella sax tenore, alto e soprano
Francesco Lo Cascio vibrafono
Pino Sallusti contrabbasso
Roberto Altamura batteria.

pasquale-innarellaIl quartetto propone brani jazz di Pasquale Innarella strutturati ed eseguiti nel linguaggio della new thing e del jazz contemporaneo, di conseguenza nel repertorio convivono brani tonali e brani modali, canzoni e free jazz.
Il sound del gruppo è caratterizzato dall’impasto timbrico tra il sax tenore dal suono grumoso e materico di Innarella e dal timbro dolce ed aulico del vibrafono di Francesco Lo Cascio.
Il tutto sostenuto dalla fantasiosa e puntuale batteria di Roberto Altamura  e dal contrabbasso solido e possente di Pino Sallusti.
Il sound ricco e coinvolgente che ne deriva è il frutto di una laboriosa ricerca empatica effettuata dal gruppo sia durante le prove che durante i molti concerti tenuti.
La variegata tavolozza timbrica del quartetto prende le mosse dalla diversità espressiva dei singoli musicisti e dalla loro lunga esperienza come musicisti Jazz.
La musica che ne emerge è un ricco caleidoscopio di suoni con le radici saldamente piantate nel solco del Jazz.
Questo lavoro “Uomini di Terra” è un connubio di narrazione, attraverso la narrazione astratta del jazz di Pasquale Innarella e la parte visiva di luoghi e volti Irpini dagli inizi del 900 ad oggi raccontato dalle immagini dello scrittore Franco Arminio, e dei fotoreporter Mario Perrotta e Federico Iadarola.
Questo lavoro vede al centro della scena un intero popolo fatto di contadini, braccianti agricoli del sud italia e di Giuseppe Di Vittorio figura socio politica direttamente espressa da quella realtà che ha saputo riscattare, studiando di notte e restando al lavoro come bracciante al loro fianco di giorno, sarà proprio questo il motivo per cui li ha saputi così fortemente rappresentare sia come sindacalista delle camere del lavoro poi della CGIL, sia come parlamentare del PCI quando fù eletto al parlamento Italiano.
La figura di Giuseppe di Vittorio, che oggi trovo un po’ accantonata e relegata ai libri di storia, dovrebbe essere oggi più che mai un punto di riferimento per tutte le nuove generazioni che guardano a sinistra, e faccio tutto questo perché sento di avere un dovere morale nei confronti di quanti non hanno avuto la fortuna di incontrare contadini e braccianti che gli hanno raccontato le gesta di Di Vittorio e che ancora verso la fine degli anni 70 portavano nel loro cuore la forte emozione di averlo incontrato e di essere stati al suo fianco per le occupazioni delle terre incolte.
Io nel mio piccolo spero di far conoscere a più persone possibili la statura morale e politica di Giuseppe di Vittorio nella segreta speranza che tutti coloro che parteciperanno al concerto e vedono la proiezione siano sollecitate a conoscere e magari a studiarsi la figura di questo grande personaggio politico Italiano. Figura che oggi più che mai dovrebbe essere posizionata al centro della scena politica italiana.
Questo disco anche se di Jazz è dedicato al suo coraggio, e al coraggio di tutti i contadini e braccianti agricoli che negli anni 50 occuparono le terre incolte del sud italia per crearsi una vita migliore ed avere il riscatto sociale che meritavano.
Per dirlo nel linguaggio di Giuseppe Di Vittorio si può essere braccianti e contadini, ma un contadino o un bracciante che ha studiato, si è istruito ed è un uomo di cultura sarà certamente più utile a se stesso, alla sua famiglia e alla società in cui vive.

Pasquale Innarella Quartet
      “Uomini di Terra”

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